Anna Sogno: l’Impressionismo all’Americana

Una sparuta collezione di 8 tele dipinte da Anna Sogno sbarca a Milano in una cornice quantomeno bizzarra: siamo al Nhow Hotel di via Tortona, patria del lounge e ambiente minimal dell’aperitivo alla milanese. Le tele fanno parte della collezione privata di famiglia, sono tutti ritratti impietosi di ‘cimiteri’ di automobili – detto alla milanese, rotamat – in cui le carcasse delle autovetture sono ammassate una sull’atra, sorvegliate da un manipolo di corvacci e avvoltoi. I dipinti vorrebbero partecipare alla festa, ma sono incatenati al muro sorvegliati da un mastino di della famiglia: la sobrietà non è propriamente una loro caratteristica.

La pittura di Anna Sogno illustra il racconto di una vita iniziata, continuata e finita all’insegna del sentimento e dell’osservazione artistica. Le periferie di Torino, i depositi di automobili a Washington, i paesaggi Birmani e i ritratti dei loro abitanti sono chiare testimonianze del fatto che la pittrice comasca ha sempre creduto che il messaggio dell’arte risieda nel come comunicare, piuttosto che nel cosa.

Sostenuta dalla tradizione impressionistica – dalla quale sente di provenire – le immagini della pittrice sono catturate all’istante non tanto nell’osservazione materiale e istantanea della natura, quanto piuttosto nella sensazione provocata dall’osservazione stessa impressa nell’animo. Sono quindi le trasposizioni del linguaggio interiore dell’artista che, come ci fa notare Sgarbi, ci risultano esercizi di espressione e di metodo. La tecnica pittorica di tradizione impressionista si unisce, quindi, a quella della cosiddetta recollection in tranquility, di ispirazione più romantica, dove l’autore assimila per qualche ora l’immagine per poi dipingerla a mente più fresca.

Il nomadismo delle mostre monografiche di Anna Sogno – che ha esposto oltreoceano e in Italia in molte città diverse – ricalca il percorso artistico della pittrice che ha illustrato l’America degli anni ’60, il boom economico in Italia, l’esotismo incontaminato di terre lontane fino a fotografare eventi storici impetuosi come l’attacco al WTC nel 2001.

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