Gas Metano e Petrolio Grezzo: Over The Pipeline

Quando lo scorso febbraio iniziava la Spumeggiante Rivoluzione Libica – e da noi si preparava la Briosa Rivoluzione dei Polli -, ci si chiedeva cosa ne sarebbe stato degli approvvigionamenti di petrolio per il nostro paese. Petrolio! Finalmente nel terzo millennio parliamo di Petrolio! Oh, eccoci, dunque, ad una svolta innovativa. Del Petrolio greggio. Il prezzo dell’innovazione va pagato tutto, fino all’ultimo centesimo.

Dopo diversi mesi, con Gheddafi assicurato alla ‘Legge’, le principali conseguenze della crisi libica sul piccolo stivale sono duplici: da un lato, i prezzi della benzina – parlando in soldoni – sono aumentati a causa dell’incertezza che regna sulle sorti governative di un paese per noi tanto importante in materia energetica. Dall’altro lato, un punto di vista più sconosciuto, ad oggi le nostre approvvigioni di greggio arrivano per il 90% dall’est e dal nord: la qualità del petrolio cambia. Quello libico era migliore e le raffinerie italiane sono tarate sulla lavorazione di questa variante di greggio. Quando gli stabilimenti ricevono del greggio che non è quello che hanno sempre trattato (quello libico), sono costretti ad apportare delle modifiche agli impianti col risultato che a parità di volumi lavorati si ottengono meno benzine e gasoli. Il costo della sottoproduzione ce lo cucchiamo noi. O meglio, Voi, perché io vado in bici.

La buonanima di Enrico Mattei sarebbe felice di sapere che oggi abbiamo questa situazione sul fronte Gas Metano: gli approvvigionamenti dalla Libia – che nel 2009 valevano il 13,5% del consumo nazionale – sono chiusi del tutto; i tre canali attraverso i quali ci giunge il gas per cucinare il bollito e la pasta con le sarde sono Tag dalla Russia, Ttpc dall’Algeria e Tenp dal Nordeuropa; ad aprile, Edison si è assicurata l’80% del mercato nazionale di approvigionamento di gas grazie a questo accordo con il Quatar, in modo tale da monopolizzare la fornitura di gas in Italia. Il 20% del fabbisogno nazionale è a disposizione del mercato. In pratica questo vuol dire che i prezzi del gas metano li fa un società soltanto, senza avere concorrenti, come se ci fosse un unico panettiere per tutti che vende solamente taralli. La principale fonte d smistamento della risorsa, l’Eni, se l’è vista brutta, non potendo più attingere al bacino libico, ma ha avuto anche dei benefici. Infatti, in questo modo non dovrà più far pesare sulle spalle del consumatore la clausola del contratto Take or Pay, ovvero l’accordo secondo il quale l’acquirente è tenuto a pagare anche l’ammontare di gas non ricevuto. Altro costo che pesava sulle spalle del cittadino.

E’ notizia della scorsa settimana che in un piccolo centro inglese, precisamente a Durnham, quasi in Iscozia, i cadaveri dei morti verranno presto utilizzati per produrre energia elettrica attraverso il calore prodotto dalla loro stessa cremazione. L’impianto, gestito da privati, pianifica di vendere l’energia ricavata alle strutture pubbliche. Si calcola che quasi il 35% delle televisioni della città di circa 45.000 abitanti verranno alimentate dai parenti degli stessi.

Nella provincia più povera della Repubblica Italiana, la provincia di Carbonia-Iglesias, l’energia elettrica che rifornisce i circa 46.000 residenti funziona a Carbone. Quello dell’Inghilterra Vittoriana. Evviva l’innovazione.

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