La Pensione, Dannazione!

"Vorrebbe saperne di più sul Piano Pensionistico?"

Mentre leggete le news più interessanti e preoccupanti sul recente provvedimento del governo riguardante le pensioni, vi consiglio di ascoltare Fred Buscaglione in ‘Porfirio Villarosa. Vi passerà il mal di testa mentre scoprirete che per voi, o i vostri genitori, la strada verso la beata nullafacenza senile si allungherà di qualche chilometro, come quando si salta l’uscita più comoda dell’autostrada e ci si becca invece quella degli allocchi che escono a ‘Torre di Pisa’ per essere certi di arrivarci quando invece potrebbero utilizzare qualsiasi altro svincolo lì vicino. Ma il problema delle pensioni non si risolve con una correzione di percorso come si fa in autostrada. Il punto del governo oggi – ma anche in passato – è questo: lasciamo lavorare i vecchi per altro tempo, in modo tale che possano mantenere i loro figli mentre cercano un posto di lavoro adeguato. In questo modo i giovani dovrebbero essere più agevolati. Dovrebbero, in altre parole, riuscire a trovare la loro strada, metter il cappello sulla sedia del posto in cui vorranno lavorare e attendere. Per avere una cervellotica spiegazione di come funzionerà la riforma che verrà presentata lunedì, si legga qui. In Soldoni, il governo sta tentando di recuperare fondi – nelle stime, circa 15 miliardi, di cui 2/3 entro il 2014 – dal blocco degli adeguamenti delle pensioni e soprattutto dall’allungamento dell’età in cui si va in pensione. In pratica, cerca di pagare le pensioni più consistenti più in là nel tempo. Ora, chi sono io per metter in discussione un governo di tecnocrati e scienziati? Nessuno, credo. Le mie potrebbero essere semplici considerazioni da bar, ma il tutto mi ricorda molto la pratica di nascondere la polvere sotto al tappeto. Mi limiterò a due punti del programma pensionamenti.

Primo. Se non si risolve il problema dell’insolvenza del nostro debito pubblico indipendentemente da fattori alieni, possiamo mandare i vegliardi in pensione anche il prossimo giubileo che i soldi mancheranno ugualmente. Chi ha raggiunto i 18 anni di contributi al 1995 avrà comunque una pensione pari all’80% dello stipendio. Oggi, in Italia, il 20.3% della popolazione è sopra i 65 anni: non servono molti calcoli per capire che queste persone, nel 1995, avevano versato contributi per circa 30 anni. Quindi il 20.3% avrà pensioni regali. E se lo meritano, per carità, ma è chiaro che i risparmi da questo tipo di contributivo saranno esigui, come la percentuale di grappa che di solito ti mettono i baristi nel caffè corretto.

Secondo. La riforma prevede la flessibilità di pensionamento. Ovvero, chi ha iniziato a contribuire dopo il 1995 può oggi decidere di avvalersi della pensione di vecchiaia (raggiungendo i 65) o quella di anzianità (anticipando le ‘vacanze’). Il Ministro Fornero vuole alzare il tiro e non consentire l’uscita dal lavoro prima dei 65 (donne) e 68/70 (uomini). Nulla in contrario, ma saremo il paese di lavoratori più vecchi del mondo. Per esempio, immaginatevi una maestra delle madie di 65 anni che deve spiegare a ragazzi di 15 cos’è il sesso: non dico che al suo posto ci debba essere una avvenente ventisettenne con la spilla di Kurt Cobain, ma una via di mezzo sarebbe accettabile.

Così, come si dice sempre al bar per prendere parola e scostarsi dalle riflessioni degli altri, dico: “Il problema è che” siamo incorreggibilmente un paese di Vecchi. Vecchi illustri, non lo metto in dubbio. Di conseguenza cerchiamo di risolvere il problema dei debiti suggendo dalle mammelle della vacca più gravida che abbiamo in stalla – i pensionati.

Concludendo, come al bar quando vuoi chiudere il discorso e poggi la birra violentemente sul tavolo lanciando la massima che ti esce tra fumi alcolemici e dici “Ve lo dico io perché”, il paese va svecchiato! Ma di grazia! L’Italia non si rinnova da quasi cinque decadi, anche perché la gente che lavora in questo luogo è sempre più vecchia. Sempre meno innovativa. Bisogna costringere i ragazzi a lavorare, non i vecchi! E poi dai un ultimo sorso e te ne vai, sicuro di avere impressionato tutti.

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