Marco Dapino: Transport (1-3-2012/ 6-4- 2012)

MOSTRA FOTOGRAFICA ALLA GALLERIA RBFINEART DI MILANO.

Andare alle mostre o ai musei non è mai stata una delle mie attività preferite. Quando vado in una città straniera, specie se è primavera, mi guardo bene anche solo dal camminare vicino ad un museo, dirottando la mia persona e la mia attenzione verso i parchi, le vie e le piazze, con la convinzione, abbastanza difficile da sradicare, che la vera bellezza si trovi là fuori: donne che camminano, donne che scendono dalle macchine, donne che salgono in motorino, donne che aspettano l’autobus, donne che portano a spasso i cani.Case, automobili, negozi, zig-zag tra i pedoni, tram che attentano alla vita di chiunque, gente che prende i pali in faccia perché è distratta dalle vetrine, labrador, golden retriver, bull dog, schnautzer, spinoni: vita. Vagare da una sala all’altra, con un plotone di spie giapponesi che mi seguono con le loro macchine fotografiche da quindicimila euro, non è la mia idea di divertimento. Posso fare eccezioni se so che nel museo che mi si chiede di visitare sono presenti opere di Pietro Paolo o di Gaspare Davide, ma in generale mi tengo alla larga da quelle trappole mortali per socio claustrofobici con bagni irraggiungibili e inquietanti personaggi ai lati delle porte che ti guardano male perché esisti.

La mostra del fotografo milanese Marco Dapino è un’altra delle rare eccezioni che mi sono sentito di fare. Inaugurata il primo di marzo, l’esposizione sarà visitabile fino al sei di aprile dal lunedì al venerdì (10- 12.30/ 14 – 18) e il sabato su appuntamento presso la galleria di Foro Buonaparte 46 RBfineart. La mostra ha come tema i paesaggi di aeroporti, tangenziali e ferrovie.

Potrei stare qua tre giorni a tentare di spiegarvi la mostra, ma preferisco farlo fare a Marco, che, in questa breve intervista che ho realizzato, ci spiega come è nato questo suo (bellissimo) lavoro.

Io: Ciao Marco, parliamo un po’ di questa mostra.

Marco Dapino: Allora: la mostra si chiama Transport, è una mostra sul mondo dei trasporti. È un lavoro che ho fatto collaborando con l’ordine degli architetti lombardi e con la loro rivista, AL. È un lavoro in tre parti. In Airport Signs ho fotografato il territorio di Malpensa, In Light On Rails mi sono concentrato sulle stazioni ferroviarie milanesi, mentre in Suburban Streets offro la mia visione dei raccordi autostradali che circondano Milano.

Io: Ho notato che in Suburban Streets e in Light On Rails hai scattato in notturna, creando quelle bellissime scie di luce e colore

Marco Dapino: Sono sempre stato attratto dalla fotografia notturna e da come ambienti come le tangenziali, che di giorno possono sembrare anonimi, quasi dei non luoghi, mutino di notte, quando il movimento e le luci delle macchine e dei treni modificano quel paesaggio che di giorno è così anonimo. È un lavoro che mi porto dietro da tanto e che viene dalla mia attrazione per le luci e per le scie luminose che si formano sulla pellicola con delle lunghe esposizioni. La mia ricerca si basa sui paesaggi urbani, descritto con luci artificiali e colori saturi, queste scie di luce sono espressione di questa ricerca.

Io: Cosa pensi di quelli che dicono “basta schiacciare un bottone e la foto è fatta”?

Marco Dapino: Il mondo della fotografia è accessibile a tutti, chiunque può fare una foto. Non ci si può inventare fotografi, da un giorno all’altro: bisogna conoscere il mestiere, bisogna aver iniziato a lavorare in analogico. Bisogna avere sensibilità, un occhio allenato a guardare il mondo, bisogna sbattersi e bisogna capire qual è il proprio campo. Io, ad esempio, non lavoro quasi mai sulle figure umane, quanto piuttosto sui luoghi in cui quelle figure vivono le loro vite. Le orme, il passaggio dell’uomo, questo mi interessa. Il paesaggio urbano senza esseri umani: gli esseri umani non sono presenti, ma si avverte la loro presenza.

Io: La concorrenza, nel vostro campo, mi sembra spietata.

Marco Dapino: Bisogna sapersi muovere, oltre ad essere bravi fotografi, bisogna saper essere bravi nel proporre il proprio lavoro alle persone giuste. Milano in Italia è sicuramente il posto migliore per lavorare, anche se rispetto ad altre realtà europee abbiamo ancora tanto da imparare.

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