Nota Polizia Locale: 2

“Bardelli, suona per piacere e annunciami.”

Non so se si può suonare, commissario. Non credo che in una stalla ci sia il campanello.

“Tu non ti preoccupare, suona.”

Ma commissario, non c’è il campanello, non so cosa suonare…

“So io cosa potresti suonare, comunque sta arrivando qualcuno.”

“Posso aiutarvi?”

“E’ lei Bigazzi?”

“Sono io, ma voi chi siete.”

Polizia di Stato. Io sono l’appuntato Bardelli, questo è il commissario.”

“Vi aspettavo, entrate. Mi scuso per la situazione macabra, ma è appena morta una delle mie vacche più vecchie.”

“E le avete dato l’Estrema Munzione?”

Credo si dica ‘Estrema Unzione’, commissario.”

Bardelli, non lo vedi che è una vacca?!? Ma svegliati, per Dio. Bigazzi, ci racconti i fatti.”

“Commissario, sono rimasto esterrefatto. Erano le sei e mezzo del mattino, me lo ricordo perché tutte le volte che il gallo canta mi alzo per andare in bagno. Io non tradisco mai le abitudini, quindi sono andato in bagno. Mi sono infilato i calzoni e gli stivali, poi sono andato in stalla, come ogni giorno che il Signore manda in terra. Aprendo il portone della rimessa mi sono accorto subito che qualcosa non andava e ho controllato le galline. Nulla. Niente di niente. Di solito le galline non combinano pasticci. Però non c’erano uova e questo mi ha insospettito.”

“Ottima dedizione, Bigazzi.”

Deduzione, ispettore. Credo si dica deduzione.”

“Grazie Bardelli, ma non siamo a Passaparola. Mi dica, ha notato altri particolari? Impronte? Segnali?”

“La sera precedente mia moglie ed io avevamo lasciato i maiali liberi nel recinto, perché il giorno dopo sarebbe arrivato il delegato del consorzio agrario per valutarli. Quelli se potessero lavorerebbero anche di notte. La mattina, mentre stavo andando a controllarli dopo essere passato dalle galline, ho notato che vicino alla mangiatoia della stalla c’era qualcuno. Era una zingara cicciona che indossava una maglietta enorme con scritto ‘I’m a sex bomb’. Cercava qualcosa e io le ho detto di andarsene. E lei mi ha chiesto ‘dammi qualcosa mangiare capo’ io le ho ripetuto di levarsi dai piedi e lei per contro mi dice ‘ti verrà un brutto male, un cancro forse e morirai’ allora io le ho risposto che ‘a lei invece ci avrebbe pensato la fame a stroncarla’ e l’ho cacciata a pedate”.

“Bardelli, smetti di molestare i polli e prendi nota: la zingara ha fatto una premonizione”.

Tecnicamente, commissario, credo si dica, predizione. E non so quanto abbia a che fare con l’indagine, francamente.”

“Francamente, Bardelli, mi chiedo cosa tu abbia a che fare con questo lavoro.”

“Commissario, lei potrà non credere a quello che le dico. Sono andato a controllare cosa cercava la zingara: era il mio certificato di morte. Firmato da mia moglie e mia figlia, con tanto di marca da bollo e tassa timbrate. Era tutto sporco di letame.”

“Bigazzi, ci illumini. Se lei fosse morto, sarebbe qui a parlare con noi?”

“Infatti, commissario, devo annunciarvi che siete morti anche voi. Se cercate nel pollaio, sotto le galline, troverete i vostri certificati. Lei è morto per colpa di una brutta forma virale di gotta. Il suo appuntato, invece, è morto di una rara malattia che colpisce i dattilografi.”

“Vedi Bardelli, sei proprio un cretino, non riesci nemmeno a morire bene, dignitosamente. E questo mettilo a verbale”.

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