Rugby world cup 2015 – Il punto

twickenham

Avevamo detto (con un maniavantismo da premio Nobel) che se l’Italia fosse uscita dal mondiale di Rugby, com’era ampiamente pronosticabile, avremmo tifato Irlanda: bene, da ieri sera le nostre chance di vedere i celti giocarsi la finale del mondiale sono esponenzialmente aumentate. Ieri infatti si è concluse la fase preliminare a gironi, quelli che in gergo rugbistico si chiamano Pools. Non ci sono state particolari sorprese se si esclude l’eliminazione (oramai risalente ad un paio di settimane fa) della nazionale ospitante, quell’Inghilterra che è stata cacciata a pedate dai leoni del Galles, che sono passati ai quarti assieme al Sud Africa.

Un Bilancio Generale

Purtroppo il Rugby non è uno sport che lascia molto spazio alle squadre in crescita: per spiegarmi meglio, non è frequente che una nazionale che sta facendo bene da qualche anno possa affermarsi anche in un mondiale. Questo non è il caso dell’Argentina, che nello scorso decennio ha fatto registrare una crescita veloce e costante. Giocherà i qualrti di finale contro l’Irlanda, che tra le europee è la più temibile, ma l’abbiamo vista mettere in seria difficoltà gli All Blacks al girone. Non è il caso nemmeno dell’Italia, che dopo essere stata accettata al Sei Nazioni nel 2000 ha subito una lunga involuzione: la nazionale azzurra è uscita a mezza-testa-alta dal mondiale, chiudendo terza il proprio pool e staccando quindi un biglietto per i prossimi mondiali, ma sappiamo bene che la nostra nazionale non riesce a trovare solidità e continuità nelle prestazioni. Tra le terze siamo sopra la Georgia di soli due punti, che per ora ci fanno mantenere il nostro posto al sei nazioni, ma che non basteranno più se dovessimo ancora incappare in una deludente prova continentale.

La squadra da battere

E quella da battere un po' meno

Gli All Blacks, messi arcignamente in difficoltà dall’Argentina nel girone, si confermano la nazionale da battere, e dopo aver affrontato la Francia ai quarti potrebbero incontrare proprio i sudamericani per una rivincita oppure, molto peggio per loro, gli irlandesi. Questo significa che le due squadre che noi abbiamo considerato quelle più in forma e da battere del mondiale ad oggi (Nuova Zelanda e Irlanda), potrebbero finire la loro avventura prima dell’atto conclusivo. La Nuova Zelanda ha fatto più punti di tutti (14) e ha lasciato più differenza di tutti tra i punti totalizzati e quelli subiti (125): c’è da dire che il loro girone non era proprio un macigno insormontabile, con Argentina, Georgia, Tonga e Namibia. Ma gli All Blacks, si sa, hanno una tattica infallibile nel rugby: schiacciare gli avversari sotto una pressione infinita quando sono in difesa e rullarli con ali potentissime quando sono in attacco, in pratica di fatto non si difendono mai.

Le vie di Twickenham, 1960 circa.

Le vie di Twickenham, 1960 circa.

 

La vittoria dei folletti irlandesi invece è il sogno di tutti quegli appassionati o tifosi che sono stanchi della ripetitività del rugby e vorrebbero un po’ di novità. Purtroppo gli isolani sono usciti dallo scontro con la Francia con qualche acciacco (O’Connelly e Sexton su tutti) che non è detto che possa rientrare prima di quarti e semifinali (sconto che potrebbe metterli davanti alla Nuova Zelanda). L’Irlanda però ha dimostrato un’indefessa foia agonistica da un punto di vista atletico, e un’intelligenza tattica che non lascia il possesso agli avversari da un punto di vista del gioco. Una sfida tra queste squadre – al completo dei rispettivi effettivi – sarà sicuramente una partita eccezionale, anche se ci sentiamo di considerare favoriti ancora i neozelandesi.

Cosa ci è piaciuto molto poco

E cosa ci è piaciuto poco di più

Diciamolo: la retorica del rugby “sport dignitoso, regolare e senza fronzoli, da uomini” ha stancato quasi quanto la retorica della “Merkel brutta e cattiva”. Durante la partita tra Scozia e Sud Africa l’arbitro Nigel Owens si rivolge allo scozzese Stuart Hogg dicendogli che “se vuole simulare torni su quel campo fra due settimane”, ovvero quando si gioca a calcio, come per dire, com’è ovvio, che le simulazioni le lasciamo al pallone. Trovo questo commento veramente gratuito e del tutto diffamatorio nei confronti di uno sport in cui simulare è una fine arte, che va messa in pratica bene perché abbia successo. Di seguito il video del virile sport in cui sfottere significa invitare a giocare a pallone.

Immagine anteprima YouTube

La seconda cosa che ci è piaciuta poco è la prestazione degli inglesi: non sarà semplice per loro, che ora si sentiranno un po come i padroni di casa che dopo aver indetto la festa sono stati costretti a stare in camera per una brutta influenza, ma la loro competizione è la peggiore degli ultimi 30 anni. Certo, saranno tantomeno contenti di essere sempre quelli che inventano gli sport per poi perdere contro tutti. La cosa migliore che è capitata nella fase a gironi è forse la domanda rivolta dal direttore di gara ad un giocatore irlandese ieri sera, durante la partita contro la Francia, che aveva preso una botta in testa particolarmente violente. L’arbitro si è avvicinato e gli ha ciesto come si chiamasse, così per sapere se la testa, oltre a esserci ancora fisicamente funzionasse anche logicamente.

Siamo ansiosi di scoprire come condurrà la propria storia questa ottava edizione del campionato del mondo di Rugby (noi ci auguriamo segretamente che vinca l’Irlanda).

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>