Rugby World Cup 2015 – La fase finale

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Chi si è perso i quarti di finale della Coppa del Mondo di Rugby 2015 ha perso un grande spettacolo: a livello agonistico, uno spettacolo quasi sovrumano.

In breve, c’è stata la battaglia tra Argentina e Irlanda, dove la tradizione celtica ha lasciato terreno all’esuberanza sudamericana (per inciso, l’Argentina è l’unico paese che ospita una comunità originariamente celtica sul suo territorio, nel Chubut: leggere Chatwin per capire); abbiamo assistito alla prova di forza degli All Blacks che hanno “rullato” la Francia in una partita finita 62-13 nella quale i flanker neozelandesi sembravano jet a propulsione atomica; ci è venuto un infarto nella – per noi più bella – partita di Twickenham al cardiopalma tra Australia e Scozia, vinta all’ultimo minuto grazie a un calcio che porta i Wallabies alle semifinali; ci siamo illusi anche che il Galles, dopo aver raggiunto la qualificazione agli europei di calcio, potesse giocare le semifinali, ma ha avuto la meglio un Sud Africa molto organizzato e – in alcuni casi – fortunato e anche in questo caso con una meta all’ultimo.

Il quadro delle semifinali a questo punto vede partecipanti solo squadre dell’emisfero australe.

Sud Africa - Nuova Zelanda

24 ottobre - Twickenham

È inutile dire che questa è una finale anticipata. Le iniziali difficoltà degli Springbox (vi ricordate la sconfitta col Giappone?) sembrano essere state convertite in punti di forza. Il quarto di finale contro il Galles ha evidenziato due delle principali caratteristiche della squadra di Heyneke Meyer: la calma con cui riesce a gestire la tensione e la “linea verde”, la difesa a tratti impenetrabile che si trasforma in attacco. Per gli All Blacks le parole sono superflue. Hanno vinto tutte le partite del mondiale, hanno dato più di 40 punti di scarto a tutti gli avversari tranne che all’Argentina (nel girone) e sono pressoché inarrestabili palla in mano. Julian Savea ha messo a segno 8 mete, il che vuol dire che ci sono più del 40% delle possibilità che ne segni una a partita. Ai calci sono infallibili, e in quanto a sfruttare gli errori avversari sono felini. La partita sarà una battaglia all’ultimo sangue.

Argentina - Australia

25 ottobre - Twickenham

L’argentina ha più che qualche speranza, anche se le statistiche (o i numeri nudi e crudi) non sono a suo favore: i Wallabies hanno messo a segno il doppio dei punti, hanno placcato il doppio delle volte, hanno segnato il doppio delle mete. Negli ultimi cinque incontri l’Argentina ha battuto l’Australia una sola volta, non a caso nel 2014. I Pumas sono cresciuti eccome, hanno giocato ad altissimi livelli contro un Irlanda di grandi prospettive (anche se, non dimentichiamolo, i folletti verdi hanno dovuto fare a meno, su tutti, di O’Connelly e Sexton). Secondo noi la partita si giocherà su una sostanziale parità territoriale, laddove gli svantaggi biancazzurri deriveranno dalla disciplina, mentre quelli gialloverdi da una certa inferiorità in mischia chiusa. Ce la godremo con una (due, tre, quattro) pinta di birra.

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