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Politica e “anti-politica” alle elezioni; a Firenze nasce ALBA

Siamo in campagna elettorale. In tutta Italia, a partire dal 6-7 maggio, le scuole elementari di 1041 comuni ospiteranno le elezioni amministrative 2012, evento chiave per tutti i cittadini e per la politica italiana (secondo solo alle ultime tre giornate di campionato).

L’andamento della fiducia in Monti da novembre 2011.

A parte le singole proposte modellate su misura per i diversi comuni, le tattiche propagandistiche dei partiti che appoggiano i candidati  riflettono su grande scala, oltre al momento politico, i rapporti e le alleanza particolari. I sondaggi danno la popolarità del Governo in discesa, quindi è per tutti di primaria importanza prendere le distanze dall’austerità incondizionata dei tecnici, sia sottolineando l’importanza del proprio ruolo politico, sia rilanciando le promesse-proposte circa i propri progetti a medio termine per riprendere le redini della situazione e provare a migliorarla.

Già qualche settimana fa crollavano le speranze di diminuzione immediata (o quasi) delle imposte.

Il tallone d’Achille del consenso sul progetto Monti, per ora, sono le tasse, ed ecco che Alfano pontifica: «occorre una ricetta fatta di meno tasse, meno spese e meno debiti», mentre Bersani, dal canto suo, afferma che occorre «riequilibrare il carico fiscale». Naturalmente le ricette risolutive sono diverse; nelle file del PD si risentono gli ammiccamenti a sinistra su patrimoniale e tassazioni finanziarie, mentre nel Pdl – di cui aspettiamo con ansia il nuovo nome definitivo – si avanza la proposta di non far pagare le imposte agli imprenditori che hanno un credito con lo Stato (per lo meno fino all’ammontare del credito stesso).

Soluzioni diverse, ma medesimi nemici. Tutta la campagna elettorale dell’ABC è giocata all’interno di uno scudo comune, costruito per la necessità di difendere la politica da un doppio pericolo: quello che giunge dal suo declassamento qualitativo al cospetto dei tecnici e da quella che viene definita anti-politica (ma che noi chiameremo per correttezza altra-politica). Se il fronte del tecnicismo è facilmente aggirabile con generiche promesse – come abbiamo visto – l’altro lato della battaglia è più difficile da contenere.

Fototessera di Beppe Grillo.

I sondaggi danno il Movimento 5 Stelle ben oltre il 7%, cifra incredibilmente alta – soprattutto se si considera che è doppia rispetto agli esiti delle scorse amministrative (considerato comunque buono) – ma assolutamente credibile, soprattutto dopo le ultime (astute) mosse comunicative (e non) di Grillo. Se il M5S assorbirà gran parte dell’assenteismo da urne – che probabilmente aumenterà solo leggermente – per il resto il mio personale parere è che ci sarà una generale spostamento a sinistra (più accentuato rispetto all’anno scorso) e una sorprendente tenuta della Lega che, se pur perderà certamente voti, aveva già fatto dell’anti-montismo un cavallo di battaglia ben prima degli ultimi scandali e, inoltre, punta (da sempre) su una propaganda molto incentrata sui singoli territori locali; se riuscirà a puntare sulla personalità dei diversi candidati e ad estraniarli rispetto alle ultime cronache giudiziarie, potrebbe tenere.

Paul Ginsorg: è inglese, ma insegna Storia Contemporanea all’Università di Firenze.

In questa settimana abbastanza noiosa, in cui tutti gli interventi sono palesemente orientati ad aumentare il bacino elettorale e i contenuti originali sono stati praticamente nulli, vorrei tuttavia segnalare la nascita di un nuovo soggetto politico molto interessante, che ha come nome l’acronimo ALBA (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente). Il principale esponente di questo soggetto, che non si definisce un partito, ma neanche un movimento, è lo storico Paul Ginsborg – consiglio vivamente la lettura del suo Storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi – che ha dichiarato «noi crediamo nella buona politica, non nell’anti-politica. E non siamo populisti».

Le 1400 persone presenti (che si sono riunite al Mandela Forum di Firenze) si propongono – secondo le parole di Marco Ravelli – di «diventare un soggetto costituzionale protagonista dell’arena politica». Dal punto di vista politico, Alba si collocherebbe leggermente più a sinistra rispetto al PD; dal punto di vista dei contenuti, pur restando ostile in linea di principio al modello neo-liberista, evita le derive populiste e demagogiche che sarebbero di facile presa, per concentrarsi sulla formulazione di ragionate proposte alternative.

Già stato ribattezzato «nuovo soggetto politico dei professori», in realtà i firmatari del manifesto Ginsborg, Revelli, Cacciari Gallino e Rodotà non hanno ancora le idee chiare sul futuro di questa nuova aggregazione (e sull’eventuale presenza autonoma alle elezioni 2013); tutto è rimandato all’incontro di giugno (al quale cercherò di partecipare per voi).

Giancarlo Mazzetti

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